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Comitato di redazione: Fr. Andrea Arvalli ofmconv, Paolino Zilio ofmcap, Federico Righetti ofm, Leone Rosato ofm, Tecle Vetrali ofm
Segreteria di redazione: Fr. Tecle Vetrali, Adriano Busatto ofm, Gianfranco Zaggia ofm |
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Il santo: un innamorato |
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Anche se non si tratta di un numero monografico, il presente fascicolo si sofferma su un tema prevalente, che è quello della santità, presentandone alcuni tratti caratteristici. Il tema verrà ripreso nel prossimo numero, che entrerà in alcuni particolari della santità.
Nell'*Asterisco: il mistero nella carne o nella carta?, TECLE VETRALI propone una riflessione sulla vita cristiana intesa come esperienza avvolta dal mistero attraverso l'illuminazione e la logica della mente; a ciò è legato il problema della ricerca della verità che, prima di trovare espressione in una formulazione, prende corpo in una persona.
TECLE VETRALI, santità: esperienza di amore, accompagna all'interno di una vasta panoramica dell'Antico e del Nuovo Testamento, ci aiuta a capire che è il santo nell'esperienza concreta del suo rapporto con Dio e con il mondo, concludendo che proprio di questo tipo di santi ha bisogno il mondo oggi.
GIOVANNI CERETTI, la Chiesa Santa, basandosi su solidi principi biblici e teologici, ci illustra in quale senso noi nel credo professiamo la chiesa "santa": una santità che è basata sulla santità di Dio e che fa dei fedeli un popolo sacerdotale, che a nome di tutta l'umanità offre a Dio il culto della vita, espresso in maniera eminente nel culto liturgico; è una santità che nella debolezza della natura umana è accolta come dono da un popolo di peccatori e che troverà la sua pienezza nel tempo futuro.
CETTINA MILITELLO, Laicità a santità, partendo dal presupposto che la santità in quanto tale è un adimensione e un fenomeno laicale, analizza in successione i modelli martiriale, ascetico e canonico della santità, applicando poi questi tre modelli alla santità femminile quale particolare espressione della santià laicale; all'interno della santità femminile emerge il modello della reciprocità; è soprattutto dal giardino laicale che si può cogliere la santità nel segno dell'ordinario.
ILARIA BENZAR, Il santo nella tradizione ortodossa, basandosi soprattutto sulle riflessioni dei Padri e della tradizione spirituale ortodossa, ci aiuta a capire una larga fetta e un settore fondamentale della spiritualità ortodossa, e cioè il concetto di santità, l'identificazione della persona santa e, in conseguenza a ciò, i processi di canonizzazione e le forme per esprimere l'onore dei santi.
GÜNTHER GASSAMANN, I santi nella comprensione della chiesa luterana, ci offre un prezioso contributo per superare tanti stereotipi e preconcetti circa l'atteggiamento della chiesa luterana nei confronti dei santi; l'atteggiamento originario della Riforma è di rifiuto di molti abusi e contraddizioni bibliche e teologiche, ma, contemporaneamente, anche di assenso a una valutazione positiva sulla funzione dei santi in seno alla comunità cristiana; dopo più di due secoli di assenza, i santi stanno ritornando nella pietà e nella liturgia luterana.
LUCIA MARIA MIRRI, L'icona, "teofania" della santità, attingendo alla sua profonda e vivace sensibilità spirituale e alla sua vasta conoscenza in campo iconografico, ci guida a "leggere" l'icona come luogo teologico che, passando attravrso la santità dell'iconografo, ci introduce nella verità; allora i colori diventano riflesso della luce della trasfigurazione; così, l'icona, "scritta" da uatori trasformati dalla luce della trasfigurazione, diventa teofania, cioè divina manifestazione.
CIRO TAMMARO, La polemica sulla "paupertas" francescana nel Basso Medioevo: alcuni rilievi critici sulla Bolla pontificia "Quia vir reprobus", presenta uno sguardo sulla polemica che portò alla rottura fra alcune componenti dell'Ordine francescano e la sede pontificia; da questa polemica emergono elementi teorici del pensiero ecclesiologico-politico medievale.
FABIO LONGO, La Beata Eurosia Fabris Barban icona della biblica donna forte (1866-1932), sullo sfondo della figura della donna forte tracciata dal libro dei Proverbi propone il profilo spirituale della nuova Beata Eurosia Fabris Barban, da molti conosciuta come "mamma Rosa", esempio convincente di quella che viene definita la "santità ordinaria".
FEDELE MERELLI, Fra Cecilio Cortinovis da Costa Serina (1855-1984), seguendo puntualmente le tappe biografiche di Fra Cecilio, ci offre l'esempio di un'esemplare vita di frate francescano che ha preso sul serio la vita fraterna e ha lasciato in eredità un diario spirituale e un'imponente opera caritativa. Asterisco di TECLE VETRALI frate minore Il mistero. nella carne o nella carta? Ricordo il volto appassionato di quel mio professore di teologia quando, al termine di un lungo ragionamento affermò con grande candore che gli mancava ancora solo qualche piccolo aggancio per spiegare il mistero della Trinità. Naturalmente, il massimo della nostra reazione fu un sorriso compiacente. A lontananza di tanti anni mi chiedo se quell’ingenua affermazione fosse un isolato atteggiamento ridicolo o arrogante o se invece non rappresentasse qualche cosa di più profondo e ancora attuale. Ho continuato a studiare teologia con l’aspettativa di inoltrarmi sempre più nel mistero: così almeno sembravano programmati gli studi e la loro metodologia. Dati i risultati che ottenevo generalmente alla verifica dei singoli corsi, sembravo sulla strada giusta. Contemporaneamente, però, mi accorsi che con la Sacra Scrittura non procedevo alla stessa velocità: i misteri invece di attenuarsi sembravano crescere. Il periodo della mia formazione teologica coincise in parte con il grande evento del Concilio Vaticano II, nel quale la teologia fu sottoposta a una grande revisione (non avrei mai pensato che anch’io sarei stato chiamato a collaborare nella strutturazione accademica di questa revisione). Nel linguaggio del Concilio e dei suoi documenti i misteri sono rientrati con grande evidenza: si parla del mistero di Dio, del mistero del suo piano salvifico, e anche della chiesa come mistero: è proprio questo il titolo del primo capitolo della Costituzione sulla chiesa Lumen gentium: “Il mistero della chiesa”: lì la chiesa è definita come un sacramento in Cristo, il corpo di Cristo, dimora e tempio dello Spirito Santo, regno di Dio, “un popolo adunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, una realtà visibile e spirituale. Non so quanto sia entrato e permanga nella mentalità comune, teologi compresi, di questa insistenza sul concetto e sulla realtà del mistero. Non so se noi sentiamo attrazione o ripulsa nei confronti del mistero. Soprattutto per quanto riguarda la chiesa mi sembra che noi abbiamo un’idea abbastanza diversa, perché la vediamo prima di tutto come una realtà estremamente concreta e soprattutto affidata a noi; se fosse per noi un mistero ci accorgeremmo che essa sfuggirebbe sempre di più al nostro possesso e sarebbe lei ad accogliere in un modo incomprensibile alla nostra mente ma esaltante. Nei 40 anni che ci separano dal Vaticano II, e soprattutto in questo periodo nel quale si tenta una specie di bilancio sui frutti del Concilio, mi sono trovato spesso a confronto con spiegazioni ed esperienze diverse circa i suoi contenuti e il suo spirito. La circostanza ha messo in moto anche in me una serie di riflessioni, soprattutto in occasione del recente Natale, e il punto sul quale più mi sono concentrato è quello del mistero. La domanda fondamentale che mi sono posta è la seguente: lo immaginiamo un Natale o una Pasqua senza mistero, dove tutto ci sembra logico, comprensibile, piacevole? E subito incalza un’altra domanda: dove racchiudiamo noi o cerchiamo “i misteri della vita cristiana”? La risposta a questa domanda sembra semplice e immediata: i misteri della vita cristiana sono contenuti in un compendio di definizioni che fissano sulla carta tutto ciò che la nostra mente deve accogliere come verità. Non metto in discussione la validità di questi compendi che stanno per ritornare in voga (forse ce n’era bisogno), ma la risposta non mi soddisfa completamente. San Giovanni mi dice che la verità non è una definizione, ma una persona, e precisamente Gesù Cristo (Gv 14,6), e che essa, chiamata Verbo o Parola, è diventata carne (Gv 1,14), cioè uomo concreto, e che proprio in questa carne noi contempliamo e ci incontriamo con Dio che si manifesta in forma chiara e splendente (Gv 1,14). La verità, prima che in un libro, la trovo nel Natale, nella Pasqua, nella Pentecoste, nella creazione (tutto fu fatto per mezzo di lui, Gv 1,3), in tutta l’umanità (la vita che è in lui è la luce degli uomini, Gv 1,4), in Israele, in ogni credente (quelli che credono diventano figli, Gv 1,12), quindi nel mondo vivo e concreto; dove c’è bellezza, bontà, carità e donazione là è racchiuso il mistero di Dio, là c’è verità. Ma il mistero non è dominio esclusivo della mente; il mistero si contempla, non si seziona; penetrarlo vuol dire lasciarsene avvolgere, non dissolverlo: il mondo del mistero è la vita del santo che lascia trasparire la vita di Dio. Allora mi ripropongo la domanda: con la nostra mente e i nostri ragionamenti non ci siamo forse impadroniti del mondo e del regno di Dio? Di fatto, guardandoci intorno, non lo vediamo un mondo che abbiamo privato del mistero? Un mondo in mano agli uomini e un Dio in possesso delle intelligenze? E’ sparito il canto, quello dei salmi e corale e quello nostro spontaneo, perché la spiegazione ha sostituito la contemplazione. Io, però, voglio il canto e la contemplazione, e quindi voglio il mistero: un Dio più grande di me, della mia intelligenza e soprattutto del mio amore. Solo così comprendo che Dio è amore. Soffro della limitatezza del mio linguaggio e sento il bisogno del simbolo, purtroppo scomparso dal nostro linguaggio e dai nostri rapporti (dove sono finiti i doni simbolici?). Mi sto accorgendo che di fronte al mistero di Dio non soffro per la mia limitatezza nel comprenderlo, ma gioisco per la sua grandezza che è amore grande fino all’assurdo. |
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In questo numero * Asterisco: Il mistero nella carne o nella carta?(T. Vetrali) T. Vetrali, Santità: esperienza d'amore G. Ceretti, La Chiesa santa C. Militello, Laicità e santità I. Benzar, Il santo nella tradizione ortodossa G. Gassmann I santi nella comprensione della chiesa luterana C. Tommaso, La polemica sulla "paupertas" francescana nel Basso Medioevo: Alòcuni rilievi critici sulla Bolla pontificia "Quia vir reprobus". F. Longo, La Beata Eurosia Fabris Barban. Icona della biblica donna forte. F. Merelli, Fra Cecilio Cortinovis da Costa Serina Dalla libreria |
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