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Comitato di redazione: Fr. Andrea Arvalli ofmconv, Paolino Zilio ofmcap, Federico Righetti ofm, Leone Rosato ofm, Tecle Vetrali ofm
Segreteria di redazione: Fr. Tecle Vetrali, Adriano Busatto ofm, Gianfranco Zaggia ofm |
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Antenne nella storia |
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Il presente numero non è caratterizzato da un tema prevalente. Il titolo che gli è stato applicato vuole attirare l’attenzione su una serie di articoli che compiranno nel corso degli anni 2007-2008, finalizzati a tracciare una visione globale della storia della chiesa non attraverso una successione e trasmissione istituzionale, bensì attraverso il filone della santità; i santi vengono così ad assumere il ruolo di antenne nella storia. Il presente fascicolo contiene un’introduzione a questa serie.
Nell’ * Asterisco: Carta da regalo, tecle vetrali, riferendosi al ruolo che hanno assunto le confezioni dei regali, richiama l’attenzione sul significato che ha il dono come segno di un profondo e sincero rapporto fra due persone, ricordando il rischio che la formalità o l’esteriorità offuschino il vero senso del dono. stefano siliberti, Santità cristiana e storia, introduce la serie di articoli alla quale si è sopra accennato, mostrando lo stretto rapporto che hanno assunto e assumono i santi con la storia concreta; in questa prospettiva i santi sono l’espressione dell’amore che continuamente Dio cala nella storia e quindi antenne attraverso le quali si può captare il messaggio divino e risorsa all’interno della storia, alla quale essi danno un senso e una finalità di speranza. cesare vaiani, Il Capitolo Generale Straordinario dei Frati Minori, sintetizza le caratteristiche e i momenti fondamentali del Capitolo Generale Straordinario tenuto dai Frati Minori a Santa Maria degli Angeli dal 15 settembre all’1 ottobre 2006; si è trattato di un momento di intenso scambio, ma anche di esperienza spirituale, che ha indicato a tutti l’importanza di crescere nella capacità di condividere nella fede con i nostri fratelli, per essere segno credibile nel mondo e diventare per tutti testimoni di quel Dio, che ci raduna da ogni parte e ci rende fratelli. chiara giovanna cremaschi, Chiara d’Assisi e Maria di Nazareth, attraverso un’accurata analisi delle fonti, mostra come Chiara si mette alla scuola di Maria per imparare l’atteggiamento dei piccoli e il cammino di quella sequela che rende capaci di portare in sé Cristo, in forza dello Spirito Santo, come Maria; anche l’aspetto trinitario della forma di vita assume in Francesco e Chiara una colorazione mariana e la stessa sequela, che assume una dimensione nuziale, ricalca le orme di Maria; la somiglianza tra la Vergine di Nazareth e Chiara d’Assisi è più volte sottolineata nelle testimonianze al Processo della santa. giovanni lauriola, La spiritualità cristocentrica di Giovanni Duns Scoto, con l’abituale entusiasmo e limpida chiarezza traccia i fondamenti teologici e le caratteristiche della spiritualità di Giovanni Duns Scoto, attraverso una progressiva successione di argomentazioni che chiariscono successivamente il significato di spiritualità, la norma ermeneutica di Duns Scoto, i fondamenti teologici della spiritualità cristocentrica, e cioè, la concezione di Dio, la concezione di Cristo e il metodo “ora et cogita, cogita et ora”; la conclusione è che l’amore è solo di Dio, che lo riversa pienamente in Cristo; la contemplazione della verità teologica è autentica quando si traduce liberamente in azione. luciana maria mirri, L’icona, guida nel cammino spirituale, con l’abituale stile appassionato che nasce dalla viva esperienza, ci aiuta a superare lo stereotipo che vede nell’icona l’opera di un artista che comunica un suo messaggio alla nostra intelligenza, per scoprire nell’icona un autentico pedagogo che ci guida nel nostro cammino spirituale, coinvolgendo tutte le nostre facoltà spirituali; l’icona è l’occasione di un incontro personale con Colui che essa rappresenta, momento di grazia che permette di immergersi nella persona e nel mistero rappresentato; in questa prospettiva assume senso quella funzione sacramentale che la tradizione orientale attribuisce all’icona; l’esperienza di S. Francesco di fronte al crocifisso di San Damiano e di molti santi della tradizione orientale accreditano questa visione. paolino zilio, P. Mariano da Torino: le stagioni del suo apostolato, ci presenta un profilo biografico e spirituale del P. Mariano, il cappuccino di “Pace e Bene a tutti”: una figura conosciuta da tutti gli italiani per la sua presenza alla televisione, ma che attinge le ragioni del suo successo presso gli ascoltatori in una profonda tensione apostolica, carica di amore; la passione apostolica diventa in lui la ragione profonda della sua consacrazione religioso-sacerdotale e strumento di comunione con uomini di ogni appartenenza; l’impegno televisivo è stato per lui una via di evangelizzazione, ma ha costituito anche una croce della sua vita, a causa di invidie e concorrenze in cui si è imbattuto. rocco barbariga, Una innamorata di Dio a servizio dei fratelli: Vincenza Stroppa, presenta la figura della fondatrice della “Piccola Famiglia Francescana”: figura carismatica, che ha fuso in perfetta armonia l’unione con Dio e il servizio dei fratelli; ispiratrice di aperture innovatrici, indefessa nel servizio ai sofferenti, non ha mancato di svolgere contemporaneamente una funzione materna verso le figlie e sorelle; i suoi scritti attestano una straordinaria vivacità e profondità spirituale. luigi francesco ruffato, Natale a quattro, ci offre, in un’originale rappresentazione sceneggiata, il mistero del Natale, traendone l’ispirazione e il messaggio dai Sermoni di Sant’Antonio di Padova; entrano in scena e dialogano tra loro Maria, Giuseppe, Simeone e Anna, ricordando e rileggendo i momenti decisivi legati alla nascita di Gesù; Antonio interviene come quinto interlocutore, interpellando i quattro testimoni e attualizzando i loro messaggio ai problemi del suo e del nostro tempo.
Asterisco di TECLE VETRALI frate minore Carta da regalo Una delle cose di cui non possiamo rimanere sprovvisti, soprattutto nel periodo natalizio, è la carta da regalo, con il risultato di ritrovarcela a riempire i nostri cestini appena consegnato il regalo. A me è capitato spesso di dovere riutilizzare una carta che avevo conservato dopo avere aperto con cura un regalo che mi era stato donato: era una carta che mi piaceva e non vedevo nessun reato nel conservarla per poterla riutilizzare. La riutilizzavo con o senza fiocchetto, perché pensavo principalmente a ciò che stava sotto la carta. Ora non lo faccio più, perché mi è stato detto che riciclare la carta è un’offesa al destinatario del regalo, nei confronti del quale ci si manifesta gretti e taccagni. Chi non ha una riserva di carta da regalo? Ai regali non si è ancora pensato, ma la carta è già pronta, e non è poco. La carta è per il regalo ciò che per noi è il vestito: è un modo per presentarci, per qualificarci e autenticarci. Alle volte mi chiedo se la confezione non diventi più importante del dono stesso, e in molti casi penso che sia proprio così. La confezione del regalo ha una sua procedura, che è un autentico rituale. Si va in una bigiotteria o in un supermercato dove si trovano articoli in offerta, per lo più cose non utili, ma rare e curiose. Poi si va al reparto o al negozio delle confezioni per oggetti da regalo. Si sceglie la carta, ma soprattutto si ricercano bollini che attestino chiaramente che quel regalo non è qualche cosa di nostro, ma che è stato comperato in un negozio specializzato, e quindi non legato a noi: il regalo deve essere staccato da noi, anonimo, non deve dire niente di noi. Ci è mai capitato di assistere a richieste di persone che, acquistando un oggetto di regalo, chiedono e accumulano bollini da applicare in seguito ad altri regali? Il regalo non deve venire da noi, ma dall’orefice, dal fioraio ... E poi, guai ai regali riciclati. Spesso sono segno di taccagneria, e anch’io alle volte preferisco astenermi dal regalare piuttosto che riciclare. Ma alle volte ho riciclato, pur con una certa resistenza e con notevole sacrificio. E’ successo quando ho regalato qualche cosa che era ormai entrata nel mio mondo ed era diventata qualche cosa di me. In quei casi il regalo aveva perso ogni valenza materiale e commerciale, perché sapevo di donare una piccola parte di me stesso o un oggetto che diceva qualche cosa di me. In quei casi, non ho sentito la necessità di confezionare il regalo con carta preziosa, nastro colorato e fiocco sgargiante: mi sembrava che la confezione avrebbe offuscato invece che accreditato il valore del regalo. Mi viene in mente l’aneddoto di quella mela riciclata fra i monaci: un monaco ha ricevuto in regalo una bella mela; ha subito pensato di rendere felice un altro monaco regalandola a lui; lo stesso ha fatto il secondo monaco con il terzo finché la mela, dopo essere passata per le mani di tutti è ritornata al primo monaco il quale fu pieno di gioia e ha ringraziato il Signore perché tutti i fratelli avevano trasmesso ad altri il dono ricevuto. Noi ci preoccupiamo che il dono che facciamo non sia riciclato. Però, pensando a me stesso, mi accorgo che il meglio che io offro e posso offrire è tutto riciclato: tutto ciò che possiedo è frutto del dono di Dio e dei fratelli. Se me ne appropriassi facendolo passare come mio sentirei di compiere un furto, ma soprattutto snaturerei la realtà stessa che io voglio offrire: il dono deve restare dono, e non diventare possesso e quindi messo in commercio come cosa propria: “avete ricevuto gratuitamente e date gratuitamente” (Mt 10,8). Siamo inviati per ricevere e trasmettere doni, senza appropriarcene. A questo punto, che ci sta a fare la carta da regalo? Io direi di non farne un problema. Se aggiunge qualche cosa al dono che facciamo, usiamola tranquillamente. Se invece è quella facciata che vuole nascondere o sostituire l’insignificanza del dono e diventa più importante del dono stesso lasciamola a chi vive trafficandola. Non facciamo come quelle persone che mostrano di valere meno del vestito che indossano e ostentano. |
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In questo numero * Asterisco: Carta da regalo (T. Vetrali) S. Siliberti, Santità cristiana e storia C. Vaiani, Il Capitolo straordinario dei frati minori C. G. Cremaschi, Chiara di Assisi e Maria di Nazareth G. Lauriola, La spiritualità cristocentrica di Giovanni Duns Scoto L. M. Mirri, L'icona, guida nel cammino spirituale P. Zilio, P. Mariano da Torino: le stagioni del suo apostolato R. Barbariga, Una innamorata di Dio a servizio dei fratelli: Vincenza Stroppa. L. F. Ruffato, Natale a quattro
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