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Comitato di redazione: Fr. Federico Righetti, Tecle Vetrali, Luigi Francesco Ruffato, Cesare Vaiani, Paolino Zilio
Segreteria di redazione: Fr. Tecle Vetrali, Adriano Busatto, Gianfranco Zaggia |
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In questo numero Nell’ * Asterisco, tecle vetrali, Un test, partendo dall’osservazione di uno dei comportamenti che si possono osservare quotidianamente in una profumeria, ricorda quanto sia importante non fermarsi a dimostrare la ragionevolezza e fondatezza del messaggio del vangelo; fondamentale e decisivo è provare e far provare il gusto del vangelo. Proseguendo nella serie La santità nella storia, stefano siliberti, Giovanni Crisostomo(344/354-4007). Cristiano appassionato del Dio per l’uomo illustra la vigorosa figura di questo santo vescovo, nelle sue vicende di cristiano, di pastore, difensore della fede e dei poveri e perseguitati, perseguitato lui stesso, grande maestro e predicatore che “cerca di leggere la scrittura del tempo alla luce della Scrittura di Dio, che è Gesù”. Una scheda presenta sinteticamente la figura di Basilio il grande. Abbiamo creduto all’amore, è la lettera rivolta dai Ministri generali del TOR dell’OSF e dalla Presidente di CIF – TOR in occasione dell’ottavo centenario della nascita di Santa Elisabetta d’Ungheria; la lettera offre una sostanziosa sintesi della biografia e della spiritualità della santa, sottolineandone soprattutto la dimensione caritativa e contemplativa e l’attualità del suo esempio e messaggio. chiara giovanna cremaschi, Una principessa povera: Agnese di Praga (1211-1282), traccia il ritratto spirituale di Agnese di Praga, cugina di Elisabetta d’Ungheria e strettamente legata a Chiara d’Assisi, dalla quale riceve le tre note lettere; affascinata dalla spiritualità dei francescani con i quali viene a contatto, si dedica a opere di carità, rinuncia a nozze imperiali; entrata in monastero intesse relazioni epistolari con Chiara d’Assisi e con il Papa, lottando per ottenere il privilegio della povertà; appassionata di Cristo ma anche del suo popolo, segue con apprezzati consigli le sorti della sua famiglia; per opera sua la famiglia clariana fiorisce nell’Europa centrale. giovanni lauriola, Dal carisma di Francesco all’ideale francescano, si pone tre interrogativi: 1) qual è il carisma di Francesco? 2) quali sono le prime forme di trasformazione in ideale? 3) quale forma ideale sembra più vicina al carisma? la risposta gli viene fornita dai grandi maestri della scuola francescana e l’autore la individua attraverso l’analisi del cristocentrismo dogmatico e spirituale di Bonaventura e il cristocentrismo assoluto di Giovanni Duns Scoto. tecle vetrali, I religiosi battistrada nella via del dialogo, propone alcune riflessioni in margine a un incontro di religiose e religiosi appartenenti alle tre grandi tradizioni cristiane mostrando come, all’interno del movimento ecumenico che sta privilegiando la spiritualità come via che conduce all’unità, i religiosi sono investiti di una vocazione e responsabilità particolare nel cammino verso l’unità dei cristiani voluta da Gesù Cristo. paolino zilio, Il Risorto nell’arte di P. Ugolino da Belluno (1919-2002), ci offre un affascinante saggio di analisi estetico teologica dell’opera pittorica di un eccezionale artista cappuccino che attraverso l’arte ha saputo trasmettere un forte e coinvolgente messaggio cristiano, attinto da una profonda analisi e meditazione dei testi biblici; dopo aver illustrato le coordinate artistico teologiche, che permettono di penetrare personalmente nell’animo e nel messaggio dell’artista, l’autore ci intrattiene con l’analisi di alcune fra le principali produzioni dell’artista. aurelio blasotti, La “crocifissa” di Mereto di Tomba: Concetta Bertoli, traccia il profilo spirituale della Serva di Dio, descrivendo l’itinerario che l’ha accompagnata dal suo sì alla chiamata di Dio, attraverso l’adesione a Gesù Crocefisso e la totale dedizione a servizio degli altri, fino all’immedesimazione con Dio nell’amore. fabio scarsato, Di quella volta che il Signore si fece “due giri” e gli dissero “che buono”, ci propone un altro dei suoi “fioretti”, dicendoci che anche le iniziative meno a norma, se servono a coinvolgere i destinatari, possono ottenere risultati inaspettati.
Asterisco di TECLE VETRALI frate minore Un test Più ci addentriamo nell’uso della tecnologia o di metodi moderni nei vari campi del sapere e dell’agire, più ci accorgiamo di dover fare i conti con una nuova terminologia o con nuovi significati di parole a noi già note. I nuovi termini ai quali ci stiamo abituando sono per lo più di provenienza inglese. Fra di essi c’è il “test”. Il vocabolario mi dice che significa: “prova”, “esperimento”. Il nostro orecchio si sta abituando anche all’uso del verbo “testare”. Prima di avviarci in una professione ci si sottomette a test attitudinali; all’inizio o durante un curriculum di studio ci si sottomette a un test scolastico; in maniera generalizzata si adottano test psicologici, spesso adottati in maniera più o meno discriminata anche al campo vocazionale. Lascio a persone più competenti di me il giudizio sulla validità e opportunità di un uso generalizzato e quasi meccanico dei test. Voglio solo ritornare su una riflessione spontanea e semplice che ha divertito la mia mente assistendo ad una piacevole scena in un supermarket. Passavo davanti a una ricca esposizione di profumi. Naturalmente, tutti i prodotti erano rigorosamente ed elegantemente confezionati, eccetto un esemplare collocato nella prima fila di ogni prodotto e che un’etichetta segnalava come “test”. Davanti all’esposizione si divertiva un gruppo di ragazze che con grande regolarità eseguivano un rito a tre tempi: prendevano in mano una confezione e ne leggevano la descrizione; poi la deponevano e prendevano in mano il test per spruzzarselo sulla mano; quindi portavano la mano al naso per assaporarne il profumo; solo allora si notava un mutamento nell’espressione del loro viso, segno di un’emozione positiva o negativa. Per arrivare al gusto di questa emozione il rito veniva ripetuto più volte, con i diversi profumi, in una divertente sequenza: il profumo veniva spruzzato prima sul dorso della mano, poi sul palmo, poi su un dito e quindi tutte le dita; quando tutte le parti delle due mani erano spruzzate, si ricorreva al braccio, oppure si chiedeva in prestito la mano o un dito o un fazzolettino dell’amica: l’importante era arrivare al gusto del profumo. La scena è stata divertente per me e mi ha rimandato ad altre esperienze affini. Ho pensato alla cucina: non mi bastano le descrizioni del cibo né il giudizio dell’assaggiatore ufficiale: perché io possa fare una scelta definitiva il cibo deve piacere a me e per sapere questo lo devo assaggiare personalmente: non ci sono vie sostitutive. Solo il test e l’assaggio danno il via alle scelte definitive e impegnative. Il mio pensiero è andato avanti. Mi sono accorto che noi non facciamo assaggiare niente: noi descriviamo e vendiamo, oppure anche offriamo, e poi ci meravigliamo se la nostra offerta non interessa a nessuno. Spesso ci lamentiamo per tante fatiche sprecate senza risultati, catechesi e insegnamenti non accolti ... Abbiamo dimenticato l’invito del salmo: “Gustate e vedete che buono è il Signore” (Sal 34,9). Siamo preoccupati di dimostrare che determinati elementi fondamentali della vita cristiana ed ecclesiale sono importanti, fondamentali e irrinunciabili, ma non ci curiamo di far vedere concretamente e assaggiare quanto sono belli, gustosi. Seguendo il moto del mio pensiero mi sono accorto che anch’io mi preoccupo più di capire che di gustare il vangelo e i fondamenti della mia vita cristiana e francescana. Per questo li propongo più come idee importanti e interessanti che come esperienze gustose. Per questo non interessano gran che agli altri. Ritornando alla scena delle ragazze in profumeria, ho notato che quando un volto diventava radioso al gusto di un profumo, tutte le altre accorrevano per applicarsi il medesimo test e gustare la medesima emozione. Forse dovremmo cercare il vangelo in una qualche profumeria, inspirarlo profondamente ed inebriarcene, per sentirne tutto il gusto. Allora impareremmo a trasmetterlo agli altri non come idea giusta e importante ma come gusto e delizia della vita. |
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In questo numero (Tecle Vetrali) Asterisco: Un test (T. Vetrali) S. Siliberti, Giovanni Crisostomo (344/354-407). Cristiano appassionato del Dio per l’uomo. – Basilio il grande (c. 329-379) Abbiamo creduto all’amore (Lettera in occasione dell’ottavo centenario della nascita di S. Elisabetta d’Ungheria) Ch.G. Cremaschi, Una principessa povera: Agnese di Praga (1211-1282) G. Lauriola, Dal carisma di Francesco all’ideale francescano T. Vetrali, I religiosi battistrada nella via del dialogo P. Zilio, Il Risorto nell’arte di P. Ugolino da Belluno A. Blasotti, La “crocifissa” di Mereto di Tomba: Concetta Bertoli F. Scarsato, Di quella volta che il Signore si fece “due giri” e gli dissero “Che buono!” |
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