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Comitato di redazione: Fr. Federico Righetti, Tecle Vetrali, Luigi Francesco Ruffato, Cesare Vaiani, Paolino Zilio
Segreteria di redazione: Fr. Tecle Vetrali, Adriano Busatto, Gianfranco Zaggia |
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Questo numero è focalizzato su due tematiche principali: il filone della santità nella storia della chiesa e il dialogo come anima dell’esperienza francescana. Due studi di spiritualità francescana completano la serie dei contributi offerti. Nell’ Asterisco: 2 ottobre ... due angeli custodi, tecle vetrali attira l’attenzione sul servizio che due giovani frati, come veri angeli custodi, offrono ai loro fratelli ammalati nell’infermeria provinciale. andrea ciervo, Sant’Ignazio di Loyola, ci offre un vivace ritratto del fondatore della Compagnia di Gesù, soffermandosi soprattutto sulla fase iniziale della sua vita, ma in modo particolare sul radicale cambiamento che ha trasformato la sua esistenza, facendone prima un pellegrino e poi un appassionato cavaliere che ha trovato in Gesù Cristo il vero re che deve essere servito. giuseppe pirola, San Francesco Saverio apostolo itinerante, traccia in una scheda stringata la figura del celebre compagno di Ignazio di Loyola, missionario, il quale, più che elaborare una teologia della missione ci ha lasciato l’esempio di una spiritualità e di una prassi missionaria. rosario messina, S. Camillo de Lellis, con seria documentazione e stile brillante ci propone l’avventurosa vita di San Camillo de Lellis che, dopo una giovinezza disorientata, incontra Gesù negli ammalati, dedicandosi al loro servizio con una dedizione radicale, tale da suscitare fiducia e ammirazione nei contemporanei e commozione in chi ripercorre le tappe e le espressioni del suo servizio. stefano siliberti, San Filippo Neri, con una scheda sintetica presenta i dati essenziali e soprattutto la fisionomia spirituale di San Filippo Neri, caratterizzata in modo particolare dalla gioia spirituale e dalla devozione eucaristica. daris schiopetto, “Se vuoi essere perfetto...”. Alla ricerca del perfetto Frate Minore, confermando la sua invidiabile padronanza sulle fonti francescane, analizza il significato della perfezione prima in campo biblico, poi tra le agiografie, soffermandosi particolarmente sulle due Leggende del Celano e sull’opera di Bonaventura, per fermarsi nell’analisi della descrizione del perfetto frate minore riportata dallo Specchio di perfezione, da cui si evince che il singolo frate non è in grado di raggiungere la perfezione su ogni singolo settore della vita; il quadro è completato dall’analisi degli scritti di S. Francesco che riconducono la perfezione all’amore e alla sequela di Cristo. chiara giovanna cremaschi, Maria Celina della Presentazione, traccia l’affascinante itinerario spirituale di una sorella povera di S. Chiara che, dopo un calvario di sofferenze condivise in seno alla famiglia, riesce con accanimento a farsi accogliere nel monastero delle clarisse dove vive da ammalata una gioiosa ed esemplare donazione a Dio, professando la regola di Santa Chiara sul letto di morte all’età di 19 anni. damiano lanzone, La terza assemblea ecumenica europea, ha vissuto e rilegge in un’ottica francescana l’esperienza ecumenica europea di Sibiu, in Romania, ricordandoci che l’ecumenismo è per noi una vocazione e un mandato, e che va vissuto come un pellegrinaggio condotto attraverso la via della spiritualità; il tema di Sibiu, congiunto con la Charta oecumenica, invita tutti i cristiani alla testimonianza per un mondo nuovo; la conclusione è che “l’ecumenismo spirituale è facilmente praticabile da tutti ed è un seme di speranza”. tecle vetrali, Tra i musulmani per divina ispirazione, sintetizza i momenti fondamentali del seminario che ha visto riuniti nella curia generale dei frati minori i frati che operano in paesi a maggioranza islamica, sottolineando come tale presenza è una delle espressioni tipiche dell’esperienza missionaria dei frati e pregna di significato per l’attualità. josé rodriguez carballo, La missione tra i musulmani. Il dialogo della vita, aprendo il seminario dei frati operanti in paesi a maggioranza islamica, inserisce nel suo contesto storico l’incontro di S. Francesco con il sultano, mostrando come con la sua povertà e mitezza Francesco abbatte le muraglie di separazione; ne deduce quindi i requisiti per i frati nell’incontro con l’altro: il discernimento e un metodo missionario che parte dalla vita; da qui la necessità di una preparazione dei missionari che tenga conto dell’antropologia della reciprocità, della multiculturalità, del dialogo, della cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità. manuel corullón fernández, Missione di Francesco tra i musulmani, dopo aver ricordato che per Francesco l’incontro è più importante del martirio, traccia le grandi linee della missione secondo la concezione di S. Francesco, e in particolare della missione fra i musulmani, attingendo principalmente dalla Regola non bollata; ci ricorda infine i dati e le caratteristiche di alcune presenze dei frati tra i musulmani. francesco gallo, L’incontro tra san Francesco e il sultano sulla base dei testi delle Fonti Francescane, con riferimenti e particolari interpretazioni di diverse fonti francescane, intende reagire contro “un informe buonismo pseudo-spirituale, fatto di tante parole e buone intenzioni, ma privo di qualsiasi dimensione culturale e allergico a qualsivoglia manifestazione identitaria”; dato il capillare riferimento alle fonti e la originale presa di posizione nei confronti di molta letteratura corrente, il presente contributo può aprire la porta a ulteriori chiarimenti. fabio scarsato, Di quella volta che gli angeli custodi si travestirono da agenti della polizia della strada, con il suo abituale stile da fioretti, ci insegna come ciò che ci appare come uno spauracchio alle volte è un segno provvidenziale che ci riconduce a saggezza.
Asterisco di TECLE VETRALI frate minore 2 ottobre 2 angeli custodi Non passa mai inosservata per me la data del 2 ottobre, sia per la memoria liturgica degli angeli custodi, sia perché mi rimanda al giorno nel quale, esattamente 60 anni fa, all’età di 10 anni, sono entrato nel seminario francescano. Con questi bei ricordi nella mente il 2 ottobre di quest’anno l’ho trascorso con tutto il Definitorio nella nostra infermeria provinciale. All’inizio della giornata, non ho colto nessun rapporto fra la data e il luogo. Ricordavo semplicemente i 60 anni da quando ho lasciato la mia famiglia naturale, certamente accompagnato da un angelo custode sorridente, fiero di vivere anche lui accanto a me nel collegio dei fratini. Un po’ alla volta però, nel mio cervello incominciano ad accendersi le luci e vedo che tutto ciò che ho imparato sugli angeli ha un senso particolare proprio lì, in quella casa di frati. Questa luce mi viene non tanto dal ricordo di ciò che ho studiato, quanto da ciò che i miei occhi fisici vedono e le mie orecchie ascoltano. In un dialogo aperto e fraterno due giovani frati, appena inseriti nel servizio ai fratelli in quella casa, esprimono seriamente e candidamente le loro preoccupazioni e proposte, che non riguardano la loro persona, ma i problemi degli ammalati. Parlano dell’importanza e della bellezza di quel servizio, che va offerto con dedizione, dignità, competenza e gioia e del quale tutti i confratelli della Provincia dovrebbero fare preziosa esperienza, sia pur in misura compatibile con gli altri impegni. Ma sono soprattutto gli occhi a introdurre nel mio animo meraviglia e gioia in quantità: per i corridoi vedo attenzione alle persone, con gesti non programmati ma spontanei e istantanei, sorrisi, gioia di servire. In refettorio è previsto un servizio rispondente alle esigenze di ogni frate ammalato, ma c’è sempre l’imprevisto, come quando un fratello trova difficoltà a imboccare il cucchiaio. Subito l’angelo custode si alza e sorridente aiuta a superare la difficoltà. In quel momento la mia vista si annebbia e sperimento una sovrapposizione di immagini: gli angeli custodi che ho celebrato nella liturgia si vestono di abiti scuri con corda e cappuccio e prendono due nomi: Massimo e Riccardo.
Rimango senza parole e rientro in me steso: credevo di essermi recato in quella casa per discutere problemi e organizzare la Provincia e invece mi accorgo che sono andato per guarire e consolare il mio animo. Ho sentito un senso di invidia per chi veniva servito in quel modo e con quello spirito ed è nata in me la speranza di trovare anch’io simili angeli custodi; subito, però, pensandoci seriamente, ho concluso che non posso nutrire illusioni perché non merito tanto; però, riaprendo gli occhi ho capito che quel servizio nasce dalla bontà del loro animo e non dai meriti di chi viene assistito; allora c’è ancora speranza anche per me. Eppure, quei due angeli non hanno nessuna preparazione tecnica, e di ciò si rammaricano, ma che importa? è sufficiente che i loro collaboratori siano muniti di tale competenza.
Quei due angeli io li conoscevo, erano stati miei studenti, ma ora erano diventati i miei maestri. Avevo spiegato loro le beatitudini, il pianto di Gesù...: adesso loro mi spiegavano che cosa realmente significano quelle parole. Mi sono sentito piccolo piccolo, ma felice di essere stato un canale di trasmissione di un seme che stava producendo quei frutti. Essi lo stanno facendo fruttificare in se stessi, ma, con la loro vita, lo stanno seminando anche negli altri. E mi sono chiesto: non è superato il mio metodo di semina? e se provassi ad aggiornarlo, rendendo superflue tante parole e rivolgendomi più agli occhi che agli orecchi delle persone? |
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In questo numero (Tecle Vetrali) * Asterisco: 2 ottobre ... 2 angeli custodi (T. Vetrali) A. Ciervo, S. Ignazio di Loyola G. Pirola, S. Francesco Saverio, apostolo itinerante R. Messina, S. Camillo de Lellis S. Siliberti, S. Filippo Neri D. Schiopetto, "Se vuoi essere perfetto…". Alla ricerca del perfetto Frate minore Ch.G. Cremaschi, Maria Celina della Presentazione D. Lanzone, La terza assemblea ecumenica europea T. Vetrali, Tra i musulmani per divina ispirazione J. Rodriguez Carballo, La missione tra i musulmani. Il dialogo della vita M. Corullón Fernández, Missione di Francesco tra i musulmani F. Gallo, L’incontro tra san Francesco e il sultano sulla base dei testi delle Fonti Francescane F. Scarsato, Di quella volta che gli angeli custodi si travestirono da agenti della polizia della strada Dalla libreria |
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