|
|
Comitato di redazione: Fr. Claudio Battagion, Antonio Baù, Davide Bisognin, Giampietro Falcinelli, Federico Righetti, Leone Rosato, Tecle Vetrali
Segreteria di redazione: Fr. Tecle Vetrali, Adriano Busatto, Gianfranco Zaggia |
||||||
|
Il Canto della creazione |
||||||||
Da tempo avevamo
pensato a un numero della nostra rivista sul tema della creazione, sia per
l’attualità e l’importanza della problematica, sia per approfondire
un aspetto considerato caratteristico del messaggio di S. Francesco e
della spiritualità francescana.
Nell’ *Asterisco, tecle vetrali, L’incontro nella notte, immerso nel silenzio della notte, trasmette alcune riflessioni suscitate dall’ascolto di una sinfonia di voci notturne. paolo dozio, La parola della creazione ridona la speranza, ci offre un’originale sintesi biblica mostrandoci come il tema del Dio creatore è stato riproposto al popolo d’Israele in particolari momenti di crisi per suscitare in lui un rilancio verso il futuro e il desiderio di incontrare di nuovo Colui che “ha fatto bene ogni cosa”. Sull’esperienza biblica si inserisce quasi automaticamente l’esperienza francescana e in questo ci aiuta daris schiopetto, Il cantico di frate sole, cantico dei giullari del Signore: l’autore, collaudato interprete delle fonti francescane, ci aiuta non solo a comprendere il testo del cantico di Francesco, ma anche a collocarlo all’interno del cammino spirituale di Francesco e a coglierne gli accenti più significativi. chiara giovanna cremaschi, La creatura in Chiara, in coincidenza con la chiusura dell’anno clariano, ci rivela un’altra preziosa sfaccettatura della personalità spirituale di Santa Chiara, espressa nel suo modo di accostarsi al corpo, nel suo linguaggio e nell’insieme dei rapporti con le persone e con le cose; l’esperienza corporea quotidiana diventa simbolo e scala che conduce al Dio creatore e si trasforma in dono di sé per sanare le sofferenze delle sorelle. tecle vetrali, La spiritualità della creazione, traccia la sintesi di una spiritualità della creazione, riconducendola al fondamento trinitario, partendo dal messaggio biblico e dall’esperienza francescana e evidenziandone alcune caratteristiche fondamentali; in questa spiritualità trovano sintesi e risonanza grandi tematiche della riflessione teologica attuale, quali la visione sacramentale o eucaristica del mondo, la riconciliazione, la provvidenza, la libertà del sabato, la sottomissione come rapporto di dialogo, la vita come canto alla bellezza, la speranza, la grazia del lavoro, il mistero pasquale. placido sgroi, Le chiese e la creazione, ci mostra come le chiese stanno dedicando una crescente attenzione al tema della creazione, che diventa un punto di riferimento nel confronto con la teologia della secolarizzazione e nella risposta a numerosi problemi di carattere etico; il rapporto con la creazione è un problema di fede, prima che problema morale; nella riflessione delle chiese il problema della creazione si è rapidamente saldato con quello della giustizia e della pace, offrendo le prospettive per un’etica globale. lorenzo raniero, L’uomo nella creazione: la dignità del lavoro, basandosi su fondamenti biblici, evidenzia le radici della dignità del lavoro umano; l’uomo ha una somiglianza creativa con Dio e un’intima affinità con la terra; se alle origini il peccato ha gettato un’ombra sul lavoro umano, il riposo del sabato istituito da Dio ricongiunge l’opera dell’uomo con quella di Dio, liberando l’uomo dalla dipendenza da un lavoro che rende schiavi; il lavoro è un cammino verso il riposo festoso del sabato, assumendo così esso stesso un aspetto gioioso e giocoso. simone morandini, Quale progresso nel rispetto della creazione? rapporta la situazione ecologica attuale al piano originario del Dio creatore concludendo che la forma di sviluppo che stiamo realizzando non è in grado di tenere; il credente non può accontentarsi di una lettura puramente tecnica della situazione, ma è invitato a vedere il problema alla luce dei principi di giustizia e dell’opzione preferenziale dei poveri per derivarne l’idea e i termini concreti di uno sviluppo sostenibile; ciò richiede la conversione a un’economia diversa e il cambiamento dei nostri stili di vita, recuperando il senso della sobrietà; la tradizione di Francesco d’Assisi e di Benedetto di Norcia sono illuminanti per ristabilire un equilibrato rapporto con la natura. gianni fazzini, Ecco nasce una cosa nuova, non ve ne accorgete? in termini molto concreti e pratici offre la testimonianza della sua lunga esperienza indicando soprattutto alle famiglie molteplici occasioni e opportunità per ridarsi uno stile di vita improntato all’equità, con il risultato di ridurre in misura notevole i bilanci famigliari; anche le strutture ecclesiali e gli istituti religiosi avrebbero molte opportunità per adottare nuovi stili di vita. Gli ultimi tre contributi ci trasportano nel mondo dell’arte e della scienza. giuliano pavon, La cupola della Creazione nella Basilica di San Marco a Venezia: una meditazione sulla bellezza del Creato e la responsabilità dell’uomo, ci offre un’autentica meditazione e una catechesi sulla creazione, facendo parlare i mosaici della basilica di San Marco, dei quali esplica il linguaggio simbolico, il messaggio teologico e spirituale e i canoni della composizione artistica. francesco valma, Messaggio e armonia nell’arte di Ignazio Damini, ci introduce nel favoloso mondo pittorico di frate Ignazio Damini il quale, attraverso i quadri da lui stesso definiti “prediche a colori”, esprime una spiritualità che attinge la sua ispirazione dal contatto con la natura, della quale canta le più svariate manifestazioni e che costituisce la scala attraverso la quale la creatura può immergersi nell’immensità del cielo. ludovico secco, Un entusiasta del creato: frate Damaso Bosa, ci presenta in termini vivaci la figura originale di frate Damaso Bosa, nella sua profonda spiritualità e nella sua appassionata ricerca di conoscere e far conoscere i segreti più nascosti del cosmo nel quale viviamo.
Asterisco
di TECLE VETRALI
frate minore L’incontro
nella notte Perché
Nicodemo si è recato da Gesù nella notte? Per paura di essere notato?
Per cercare una luce nella tenebra del suo spirito? Queste ed altre
ipotesi partono sempre dal presupposto che la notte possa avere solo e
sempre una connotazione negativa, espressa dalla nota contrapposizione
luce – tenebre spesso utilizzata come categoria teologica anche nella
letteratura ebraico – cristiana. Ma penso che non si renda ragione a
tutti i dinamismi legati alla notte se la riduciamo alla semplice
negazione della luce e, quindi, a simbolo negativo e contenitore di ogni
male. Certamente,
un’immagine negativa della notte, oltre che dalla paura che suscita in
noi l’oscurità, ci è
suggerita anche da una nutrita tradizione biblica e mitologica che lega al
sole gli aspetti più belli della vita, riservando alla notte
l’esposizione al pericolo e il rischio di inciampare. Per questo noi la
consideriamo nemica e la invadiamo con l’immissione di luce artificiale
e sostituiamo la sua offerta di riposo ristoratore con il prolungamento
del lavoro del giorno. Ma
anche la notte ha le sue sorgenti di luce: la luna e le stelle, che spesso
ci aiutano a sognare più dell’intensa luce del sole. Spesso la notte è
attesa come rassicurante rifugio di pace. Se
leggiamo attentamente la Bibbia, ci accorgiamo che la notte è un momento
essenziale del ritmo generale della vita. Basta soffermarsi sul Salmo 104,
definito il poema della creazione, offerto alla nostra preghiera
nell’Ufficio delle letture della domenica della seconda settimana:
l’armonia della creazione è segnata dai ritmi di vita dettati
dall’alternanza fra l’influsso del sole e quello della luna: “Per
segnare le stagioni hai fatto la luna e il sole che conosce il suo
tramonto. Stendi le tenebre e viene la notte e vagano tutte le bestie
della foresta; ruggiscono i leoncelli in cerca di preda e chiedono a Dio
il loro cibo. Sorge il sole, si ritirano e si accovacciano nelle tane.
Allora l’uomo esce al suo lavoro, per la sua fatica fino a sera” (Sal
104,19-23). Forse
mai come ora, e in maniera crescente, sentiamo il bisogno di recuperare
l’incanto della notte, in tutti i suoi momenti, dai segni premonitori
fino alle ultime sue fasi. Per gustare ciò bisogna avere l’opportunità
di ritirarsi in solitudine, in una notte d’estate, immersi nella vastità
di una campagna, senza protezioni artificiali e completamente esposti alle
suggestioni di tutti gli elementi che ti attorniano. Allora ti accorgi che
è l’ascolto il veicolo che ti mette in comunicazione con tutto il mondo
che ti circonda e ti rendi conto che è proprio questa facoltà
dell’ascolto che si sta sempre più atrofizzando in te e negli altri.
Così scopri la ragione del tuo isolamento e dell’inefficacia di tanti
tuoi sforzi che non trovano le sperate risonanze. In
atteggiamento di ascolto profondo incominci a notare un movimento e la
maturazione di una nuova realtà: diminuisce l’ardore del sole – si
allungano le ombre che fino ad allora avevi inutilmente ricercato –
nelle strade adiacenti diminuisce il fragore del traffico e ti accorgi che
l’uomo non impone più la sua presenza – si fa più intenso il tubare
delle tortore e dei colombi – le rondini sfrecciano per il cielo
intessendo un gioco che tu non comprendi ma che ti coinvolge – il vuoto
che avvolge le cose è ora riempito dall’alito della natura che fa
vivere e ondeggiare la vegetazione - nel cielo compare la luna, dapprima
pallida e poi più decisa nella forma e nell’intensità della luce, per
dirti che ora inizia il suo tempo – compaiono le prime stelle che
annunciano una notte di pace e poi si infittiscono: si distinguono le
costellazioni, che ti inseriscono nell’armonia del grande universo, e si
notano le stelle più lucenti: ti chiedi perché, ma tu, che non sei uno
scienziato, sai solo gustare e sentirti inserito in una grande armonia –
si aggiungono aerei e satelliti: è un inserimento armonioso o
un’arrogante concorrenza? – finito il concerto degli uomini incomincia
quello della natura: senti uno sfondo quasi continuo condotto
accanitamente dai grilli e, a intermittenza, dalle rane – i cani, da
varie provenienze, dialogano fra loro e ti danno il senso delle distanze e
della profondità del mondo nel quale sei immerso – ad un certo punto si
inseriscono luci e rumori di una sagra vicina: è una nuova festa, o non
piuttosto una interruzione della visione e del vero concerto della natura?
– in questo clima riconciliato il gallo al mattino non disturba più: è
un amico che riconsegna il giorno all’uomo e scandisce l’avvio di un
nuovo momento nel ritmo della vita. Ad
un certo punto il tuo ascolto si fa riflessione: ti accorgi di avere
ritrovato un senso di unità, espresso nell’armonia del creato; hai
visto e sentito la terra unita al cielo e hai sentito la presenza di Dio.
E l’uomo? E io? Ho trovato il momento dell’incontro con il creato e
con Dio, non invadendo, ma contemplando. Per me mi accontento del giorno:
la notte è per l’incontro. Come per Nicodemo, che nella notte ha
incontrato Gesù. Allora mi accorgo del senso delle quattro notti che,
secondo la tradizione ebraica, hanno scandito la storia della salvezza: la
prima notte è quella della creazione del mondo, la seconda notte quella
dell’elezione di Abramo e del suo popolo, la terza notte quella della
liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, la quarta notte quella della
venuta del Messia. E come esiste un quinto vangelo, scritto dalla vita dei
credenti, così a me è offerta la quinta notte, come luogo di incontro
con Dio. |
||||||||
|
In questo numero (Tecle Vetrali) * Asterisco: L’incontro nella notte (Tecle Vetrali) Paolo Dozio, La parola della creazione ridona la speranza D. Schiopetto, Il cantico di frate sole, cantico dei giullari del Signore Ch.G. Cremaschi, La creatura in Chiara T. Vetrali, Una spiritualità del creato P. Sgroi, Le chiese e la creazione L. Raniero, L’uomo nella creazione: la dignità del lavoro S. Morandini, Quale progresso nel rispetto della creazione? G. Fazzini, Ecco nasce una cosa nuova, non ve ne accorgete? G. Pavon, La cupola della creazione nella Basilica di San Marco a Venezia F. Valma, Messaggio e armonia nell’arte di Ignazio Damini L. Secco, Un entusiasta del creato: frate Damaso Bosa CCEE, La salvaguardia del creato è via per la pace
|
||||||||
|
Per infotmazioni potete scrivere: ufficio abbonamenti: vitaminorum@libero.it direttore rivista: vitaminorum@virgilio.it |
||||||||