Volume 3-4 anno LXXVIII  2007

In questo numero Asterisco
Indice Info

Comitato di redazione: Fr. Federico Righetti, Tecle Vetrali, Luigi Francesco Ruffato, Cesare Vaiani, Paolino Zilio

 

Segreteria di redazione: Fr. Tecle Vetrali, Adriano Busatto, Gianfranco Zaggia

     

In questo numero

In questo numero

 

Il numero che presentiamo assume un carattere monografico, in quanto intende raccogliere e mostrare, attraverso la scelta di alcuni modelli esemplificativi, la ricca fioritura della santità attraverso i principali filoni della grande famiglia francescana. Tale scelta si colloca all’interno della serie di articoli che intendono percorrere la storia della chiesa considerata sotto l’angolatura della santità.

 Nell’* Asterisco: Calci e baci ... e la nonna maestra, tecle vetrali, partendo da un episodio di vita quotidiana osservato per le vie della città, osserva quanto difficile sia, spesso, accettare l’amore da persone che prima hanno colpito la nostra suscettibilità e quanto pericoloso sia selezionare le persone dalle quali accettare espressioni di amore e amicizia.

 andrea arvalli, Santità francescana e santità cristiana, un intreccio vitale, offre lo sfondo e la cornice ai contributi che seguono, illustrando le caratteristiche fondamentali della santità cristiana, essenzialmente radicata nella Parola di Dio, e illustrando il rapporto fra la Parola di Dio e la santità di Francesco.

 CESARE VAIANI, San Francesco e Santa Chiara, sintetizza in primo luogo le intuizioni di S. Francesco nella sua esperienza spirituale, caratterizzata da un’impostazione trinitaria centralizzata in Cristo, che sta alla base della sua sequela e che è attinta direttamente dal Vangelo e dall’eucaristia che egli ritrova nella chiesa; da questa duplice fonte egli attinge l’immagine di Cristo povero e il senso di una fraternità universale, espressa in forma eminente in un linguaggio simbolico e nel canto; anche l’esperienza spirituale di Chiara è nasce dal suo rapporto appassionato con il Cristo povero e sofferente, espresso nelle lettere con parole da innamorata, accompagnato da un intenso legame di amore e di servizio nel confronti delle sorelle; pur nel loro intimo legame spirituale, Francesco e Chiara esprimono caratteristiche spirituali ben distinte, che si svilupperanno ed evidenzieranno nella storia dei due rispettivi Ordini.

 LUCIANO BERTAZZO, S. Antonio di Padova / da Lisbona, ci offre l’originale figura di S. Antonio illustrando il profilo sia del santo popolare sia dell’apostolo francescano; quest’ultimo aspetto è situato nel contesto dello sviluppo storico dell’Ordine francescano e della chiesa del tempo; ne emerge la figura di un santo originale che ha svolto un ruolo da protagonista, lasciando un’impronta determinante nella storia in cui si è inserito; ciò rende ragione della sua attualità; i sermoni sono fonte insostituibile per comprendere sia il pensiero e la spiritualità del santo sia il contesto sociale del tempo in cui è vissuto.

 CHIARA GIOVANNA CREMASCHI, La santità nel secondo Ordine francescano, in un arduo cammino lungo la storia, attraverso la testimonianza di alcune figure eminenti nel campo della santità che costellano la storia del secondo Ordine, traccia alcune costanti spirituali trasmesse dalle origini fino ai tempi recenti; l’autrice insiste in modo particolare sul filone mistico, che privilegia il cuore e la volontà, più che la mente e l’intelligenza; il cammino ascetico ne deriva come conseguenza.

 DAVIDE BISOGNIN, San Bernardino da Siena, dopo alcuni cenni biografici, traccia un quadro dei segni che più hanno caratterizzato la persona e l’opera di S,. Bernardino, come la diffusione della devozione e del simbolo del nome di Gesù e la sua opera sia all’interno dell’Ordine come Vicario generale e propulsore del movimento dell’Osservanza, sia all’esterno come infaticabile predicatore e pacificatore.

 CLARISSE URBANISTE di S. Benedetto del tronto, S. Giuseppe da Copertino: la “sapienza di un povero”, quasi come frutto di una riflessione comunitaria, tracciano il profilo spirituale di un santo così originale e straordinario da essere scambiato per uno stregone, ma dotato contemporaneamente di una profonda sapienza cristiana e di una sconvolgente semplicità che gli hanno permesso di superare continue incomprensioni e persecuzioni e di averci trasmesso in eredità una serie di detti che formano ancora la delizia e il conforto di chi li legge.

 EGIDIO MONZANI, San Massimiliano Kolbe, il discepolo del Golgota moderno, più che una biografia ci presenta il senso e il messaggio attuale di questo santo francescano, definito come il martire della carità, testimone dell’amore in un mondo pieno di odio, un cristiano che ha trovato nell’Immacolata l’ideale e la forza per il dono totale della propria vita, trascorsa in altissima povertà.

 GIANLUIGI PASQUALE, Padre Pio da Pietrelcina, esegeta dell’Apostolo delle genti, superando schemi e clichés tradizionali, ci offre un’angolatura meno conosciuta di P. Pio da Pietrelcina, mostrando come gli scritti paolini abbiano plasmato la personalità spirituale del santo cappuccino; scorrendo l’epistolario del santo, emergono con tutta evidenza concetti paolini, come quello dell’uomo nuovo in rapporto all’uomo vecchio, del contrasto fra la legge della carne e la legge dello Spirito, della carità come vincolo della perfezione, del corpo e delle membra, e, come come espressione sintetica di tutta la sua vita, “il mio vivere è Cristo”.

 FABIO LONGO, Beato Claudio Granzotto, un pellegrino verso le vette della perfezione evangelica, presenta le varie fasi dell’esperienza terrena del Beato Claudio attraverso l’immagine del pellegrinaggio, all’interno del quale ogni tappa costituisce un progressivo approccio a Dio; la produzione artistica del beato scultore, rimane come un diario del suo itinerario contemplativo.

 PAOLA DAL PRA, La Beata Maria della Passione: una donna mistica e d’azione, ci offre quasi una autopresentazione della Beata, in quanto fa parlare soprattutto i suoi scritti, che ci rivelano il lato mistico di una vita che sembrerebbe tutta assorbita dall’azione; ma l’amore sponsale che lega la beata a Dio la apre alle sorelle, ai poveri e a tutti coloro che non conoscono l’amore; è il cuore che la spinge ad una intensa attività, in un’esistenza caratterizzata da una spiccata devozione mariana, dalla gioia pur tra le sofferenze, dalla semplicità e dallo zelo apostolico.

 filippo marino cavalleri, Beato Giuseppe Tovini (1841-1897), ci offre un profilo di grande attualità, presentandoci nel Beato Tovini la figura di un laico che ha vissuto integralmente il vangelo in seno a una famiglia, considerando il matrimonio come una vera consacrazione a Dio, educando e seguendo con dedizione e competenza dieci figli, esercitando l’attività forense più come un apostolato che come una professione, profondamente radicato in una fede che gli dava ispirazione e forza per mettersi al servizio degli altri, promovendo opere sociali che conservano tutta la loro attualità: una spiccata attitudine mistica sfociata in un’intensa attività caritativa.

 

                                                                                                                            Fra Tecle

 

In questo numero Asterisco
Indice Info

Asterisco  di   TECLE VETRALI   frate minore  Calci e baci ...  e la nonna maestra

Che cosa fa un professore quando, dopo anni di insegnamento, incomincia a lasciare la cattedra? Se pensa che con la cattedra aveva già raggiunto il massimo di una carriera, entra nell’ozio e incomincia a vivere di ricordi e di rimpianti e considererà il resto della sua vita come un declino. Se, invece, il suo interesse era legato al mondo del sapere, egli continuerà la sua ricerca e approfondirà le sue conoscenze, trasmettendole attraverso pubblicazioni o altre vie di comunicazione e la sua vita, tutt’altro che in declino, segnerà una progressiva maturazione dalla conoscenza alla sapienza della vita. Ma io penso che egli possa fare un altro passo in avanti, che è quello di ritornare a scuola, ma non più salendo in cattedra, bensì ridiventando scolaro in un modo nuovo: fuori di ogni aula accademica e camminando per le strade dove la gente normale trascorre gran parte della propria vita.

Così, un giorno anch’io camminavo speditamente per una calle di Venezia diretto al convento. Stavo per iniziare la salita di un ponte quando sentii dietro di me una donna che, a voce alta e con tono di rimprovero, diceva: “Non voglio prima i calci e poi i baci”. Mi voltai e vidi un bambino, tenuto a mano dalla nonna, che piangeva e tentava di salire in braccio alla nonna per darle un bacio. Forse voleva salire in braccio anche per essere portato da lei nel salire i gradini del ponte. Le parole della nonna mi fecero capire che molto probabilmente in precedenza il bambino aveva fatto i capricci agitando anche i piedi contro di lei. Oltrepassai il ponte e proseguii per alcuni metri. Incuriosito dal silenzio che era seguito alle parole della donna al pianto del bambino, mi voltai: la nonna aveva accettato la pace e stava abbracciando il bambino, lasciandosi baciare da lui.

Con il cuore sorridente proseguii il mio cammino, cercando di capire il segreto che ha dato la svolta all’episodio. Non c’è alcun dubbio: la nonna ha dimenticato i calci e ha accettato i baci. Naturalmente, dato che la mia mente era libera da altre preoccupazioni, l’episodio mi ha offerto lo spunto per avviare alcune considerazioni e subito ho dovuto convenire che anch’io sono pronto e immediato nel reagire ai calci e restio ad accogliere i baci di chi mi ha dato i calci.

Ma non è tutto: mi sono accorto che sono pronto a selezionare non solo le persone da amare, ma anche quelle dalle quali accetto l’amore e l’amicizia: tendo a pensare che non tutti sono degni e possono osare di considerarsi miei amici e di offrirmi il loro amore: sarebbe per me un’offesa e un’umiliazione. Naturalmente, devo prendere atto che poi questa selezione è destinata a bloccare ogni rapporto con gli altri.

Ho provato a pensare all’atteggiamento di Dio e non so se questo mi sia stato di incoraggiamento o di disarmo: so solo che è tanto diverso dal mio. Egli accoglie tutti e tutti hanno qualche cosa da offrirgli. La sua grandezza non è quella di chi ha solo cose da donare, ma di chi sa accogliere da tutti ogni minimo gesto di bontà e di amore, perfino da me. Mi viene in mente la sua città, la Gerusalemme celeste, aperta non solo agli eletti e ai fedeli, ma a tutti i popoli e a tutti i re della terra, anche a coloro che avevano contrastato il suo regno. Questi ultimi entrano non solo come degli sconfitti, perdonati e diseredati, ma hanno pure dei doni da offrire, doni che Dio accoglie (cf. Ap 21,24-27). Tutti hanno ricchezze da offrire e Dio le accoglie da chiunque, senza selezione. Dio si lascia amare da tutti.

Penso anche all’orgoglio del mio perdono, spesso umiliante nei confronti del perdonato. Con il perdono spesso affermo la mia ragione e il torto altrui, per cui il perdono stesso diventa un regalo non dovuto, proclamazione della mia bontà. Infatti, prima giudico e condanno e poi concedo la grazia, cosicché lui, il perdonato, non diventa o rimane mio fratello, ma schiavo della mia bontà e illibatezza, debitore di riconoscenza. E tutto questo perché già prima del suo sbaglio e del mio perdono egli non era mio fratello e io non potevo accogliere il suo amore, ma solo ricordare la sua offesa.

Allora mi accorgo perché molte situazioni e molti rapporti rimangono bloccati: perché non accolgo piccoli o grandi gesti di amore: con un giudizio preventivo io ho già deciso chi è in grado di amarmi e chi no.

Per fortuna, questi fratelli che per i loro buoni sentimenti non trovano spazio nel mio cuore, trovano ampia accoglienza nella Gerusalemme di Dio, e questo è ciò che conta. Ma c’è un altro motivo di sollievo, e cioè, che non tutti i cuori sono come il mio. Nel presente fascicolo ci incontriamo con il volto di tanti santi che hanno il cuore di Dio, che non solo hanno saputo amare il Signore e i fratelli, ma che hanno saputo e sanno apprezzare e accettare anche il più piccolo gesto di amore della persona meno accreditata dagli uomini.

Grazie a quella nonna che, dimenticando i calci e accogliendo i baci del nipotino, mi ha offerto questa lezione.
In questo numero Asterisco
Indice Info

Indice

In questo numero (Tecle Vetrali) 

* Asterisco: Calci e baci ... e la nonna maestra (T. Vetrali)

 A. Arvalli, Santità francescana e santità cristiana, un intreccio vitale

 C. Vaiani, San Francesco e Santa Chiara

 Ch.G. Cremaschi, La santità nel secondo Ordine francescano

 D. Bisognin, San Bernardino da Siena

 Clarisse Urbaniste di S. Benedetto del Tronto, Giuseppe da Copertino: la “sapienza di un povero”

 E. Monzani, San Massimiliano Kolbe, il discepolo del Golgota moderno

 Gianluigi Pasquale, Padre Pio da Pietrelcina, esegeta dell’Apostolo delle Genti

 F. Longo, Beato Claudio Granzotto, un pellegrino verso le vette della perfezione evangelica

 P. Dal Pra, La Beata Maria della Passione: una donna mistica e d’azione

 F.M. Cavalleri, Beato Giuseppe Tovini (1841-1897)

 

Info

Per infotmazioni potete scrivere: ufficio abbonamenti:  vitaminorum@libero.it  direttore rivista: vitaminorum@virgilio.it